UNIVERSO GIOVANE – Giovanni Ambrosio

Giovanni Ambrosio (Napoli, 1978)
Ultras Youth. We need no education, 2019

Giovanni Ambrosio lavora dal 2016, insieme allo storico Sébastien Louis, alla costruzione di un vero e proprio archivio sulla cultura Ultras, composto da materiali eterogenei che oltre alla fotografia comprendono oggetti, cimeli, interviste. Nata in Italia nei primi anni Settanta e mano a mano diffusa in tutto il mondo, la cultura ultras rappresenta probabilmente la più longeva delle sotto-culture giovanili e, nelle infinite contraddizioni, stimola una riflessione sulla società intera, a partire da nozioni come identità, appartenenza, ribellione, violenza, creatività, impegno, spettacolo.

La ricerca degli artisti si muove tra dimensione estetica e ricerca antropologica, esplorando le curve delle città italiane così come quelle di aree remote del mondo.

 

In mostra:

 

Ultras Youth. We need no education. Ultras Girls Ultras Libere #1

M.

(Ritratto)

La Marsa, maggio 2019, ritratto  in occasione della finale di ritorno della CAF Champions League (Champions League africana), Espérance di Tunisi contro il Wydad di Casablanca.

A., M e Y., ex membri attivi dei Winners Casablanca, si camuffano da uomini per poter assistere in curva alle partite del Wydad Casablanca. Il gruppo, nato nel 2005, oggi uno dei più importanti del panorama ultras africano, ha deciso di escludere le donne dalle proprie attività in virtù di problemi mai chiaramente identificati. La decisione del gruppo è stata accettata con un comportamento eminentemente paradossale, associando valori antagonisti: da un lato il rispetto della decisione collettiva e dall’altro, la privazione della libertà individuale di essere ultras.

 

 

Ultras Youth. We need no education. Winners Casablanca #2

Densità

(Curva)

Rabat, Marocco, 2019, la curva occupata dai Winners di Casablanca, durante la finale andata della CAF Champions League (Champions League africana) – Wydad Casablanca contro l’Espérance di Tunisi – al Complexe sportif Moulay Abdallah.

L’idea di densità rivela la capacità dei gruppi ultras di adunare, di fare gruppo e numero, di sedurre, in particolar modo durante partite di richiamo, anche quanti non sono membri ufficialmente. Si crea una comunità solidale per mezzo della partecipazione alla coreografia. E’ una densità chiaramente maschile, e questo è un tratto comune alle curve in Europa, Africa, Asia. Essa, assume un valore sociale che va ovviamente rapportato alla complessità di ogni paese, di ogni città, persino di ogni gruppo. Ma in questa densità, sarebbe troppo facile leggere un potere costituito e cosciente. Dietro ogni uomo è implicita anche una progettualità personale. La densità formalizza soprattutto l’estrema ricerca, profondamente Ultras, dello stare insieme. Dell’occupare uno spazio. Con le contraddizioni e le esclusioni che tale operazione comporta.